A chi esita… (Una poesia di Bertolt Brecht)


Dici: per noi va male. Il buio cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.

Sembra gli siano cresciute le forze.
Ha preso un'apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori
non si può più mentire.
Siamo sempre di meno.
Le nostre parole d'ordine sono confuse.
Una parte delle nostre parole
le ha travolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.
Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto ? Su chi contiamo ancora?
Siamo dei sopravvissuti, respinti via dalla corrente?
Resteremo indietro,
senza comprendere più nessuno e da nessuno compresi?

O contare sulla buona sorte?
Questo tu chiedi.
Non aspettarti nessuna risposta
oltre la tua.

C‘è tanta verità in queste parole. Una verità spiazzante, satura di obiettiva consapevolezza. Chi siamo noi lo dobbiamo solo a noi stessi e alla nostra voglia, e volontà, di rimanere dei “sopravvissuti” “… senza comprendere e da nessuno compresi”. Ad oggi mi pare sia una gran fortuna. E, sempre per fortuna, non siamo soli seppur pochi.
La necessità di non esitare più, però, diventa adesso opportunità per provare a contaminare, con le nostre parole – confuse e irriconoscibili – quel nemico che ci sta innanzi: provando a valicarlo, con quelle stesse parole urlate ad alta voce. Senza più esitare.

Emanuela Gioia

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