Il male oscuro di questo tempo.

L’ODIO

Guardate com’è sempre efficiente,

come si mantiene in forma

nel nostro secolo l’odio,

con quanta facilità supera gli ostacoli

come gli è facile avventarsi, agguantare.

Non è come gli altri sentimenti,

insieme più vecchio e più giovane di loro,

da solo genera le cause

che lo fanno nascere.

Se si addormenta il suo non è mai un sonno eterno,

l’insonnia non lo indebolisce ma lo rafforza.

Religione o non religione

purché ci si inginocchi per il via

Patria o n o –

purché si scatti alla partenza

Anche la giustizia va bene all’inizio,

poi corre tutto solo.

L’odio. L’odio.

Una smorfia di estasi amorosa

gli deforma il viso.

Oh, quegli altri sentimenti –

malaticci e fiacchi!

Da quando la fratellanza

può contare sulle folle?

La compassione è mai

arrivata per prima al traguardo?

Il dubbio quanti volenterosi trascina?

Lui solo trascina, che sa il fatto suo.

Capace, sveglio, molto laborioso…

Occorre dire quante canzoni ha composto?

Quante pagine ha scritto nei libri di storia?

Quanti tappeti umani ha disteso

su quante piazze, stadi?

Diciamoci la verità:

sa creare bellezza

splendidi i suoi bagliori nella notte nera

magnifiche le nubi degli scoppi nell’alba rosata.

Innegabile è il pathos delle rovine

e l’umorismo grasso

della colonna che vigorosa le sovrasta.

È un maestro del contrasto

tra fracasso e silenzio

tra sangue rosso e neve bianca

e soprattutto non lo annoia mai

il motivo del lindo carnefice

sopra la vittima insozzata.

In ogni istante è pronto a nuovi compiti.

Se deve aspettare aspetterà.

Lo dicono cieco. Cieco?

Ha la vista acuta del cecchino

e guarda risoluto al futuro –

lui solo.

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da Wisława Szymborska 

“La gioia di scrivere” Tutte le poesie (1945-2009) – Adelphi

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