Veloce la vita, di Sylvie Schenk

I tipi di Keller editore hanno pubblicato un piccolo gioiellino di letteratura femminile, quella che piace tanto a me. Non li conoscevo quando ho visto questo “piccolo capolavoro” in libreria, non avevo mai letto nulla edito da loro (mea culpa!), ma l’istinto mi ha portato a prendere in mano il libro e a non separarmene più. Quando, poi, sono andata a cercare notizie su di loro, ho letto questo:

Keller editore è una casa editrice indipendente immersa tra bellissimi filari di viti nelle vicinanze di Rovereto, in Trentino. Un progetto che si è concretizzato a fine 2005 con i primi due volumi e che si muove attorno ad alcune idee forti.
Libri di qualità, anzitutto, sia nei contenuti che nella forma, caratterizzati da un attento lavoro di redazione, grafica e confezione. La linea editoriale, aperta soprattutto alla letteratura straniera, è costruita attorno a titoli che trasmettono idee forti, capaci di percorrere e comunicare, nei temi e nella scrittura, la complessità del mondo. Scritture e libri «obliqui» che sanno coinvolgere e far riflettere senza allontanarsi dal piacere della narrazione.”

Tutto quel che basta per farmi innamorare di un progetto editoriale, mi sono detta.

E il libro di Sylvie Schenk, pubblicato nella collana VIE a Marzo 2018 – per la traduzione di Franco Filice , è davvero lo specchio di tutto quello che, in poche parole, rappresenta una letteratura di qualità, di quelle che hanno la capacità di farti finire dentro una storia, come se fossi tu la protagonista insieme a tutti gli attori coinvolti. Quella letteratura capace di farti battere il cuore e allo stesso tempo capace di lasciarti un segno, dei dubbi, delle domande senza risposte che ti lasciano sospesa e che vorresti poter fare a chi a certe domande ha lasciato aperte le porte e ti ci ha catapultato dentro. Dubbi che ti scavano dentro e ti aprono alla riflessione, al pensare. Dubbi, ma anche certezze: la certezza, innanzitutto, che la vita corre veloce e bisogna avere la capacità di starle dietro, con la giusta andatura, togliendo le zavorre e caricandosi di consapevolezze acquisite e ricercate, per non avere rimpianti quando ci si guarda indietro. Ma soprattutto la certezza che la verità, anche quella che si mescola all’oblio più feroce e insensato, prima o poi ti insegue e ti raggiunge e ti mette di fronte ad una coscienza che avrà la forza di andare oltre l’apparente risoluta facciata.

VELOCE LA VITA  è, però, allo stesso tempo, una poesia che scorre veloce tra le macchie d’inchiostro che riempiono le pagine. Pagine che si materializzano come un delicato sussurro: il sussurro di Louise, una ragazzina di provincia, nata negli anni ’50 e cresciuta nelle Alpi francesi in una famiglia bigotta e moralista, che scoprirà la vita a Lione, dove andrà all’età di vent’anni per studiare “latino, greco, linguistica e letteratura”, lasciando la sua piccola città e le sue montagne.

Ed è attraverso lo scorrere della sua vita che Louise prende sempre più consapevolezza di quanto questa, e non solo la sua,  vada veloce; e attraverso il racconto che ne fa, parlando sempre in seconda persona, diventa una carrellata di acquisizioni che lei stessa prova a guardare come di fronte ad uno specchio. Lei si guarda, si osserva e osserva lo scorrere dei giorni e degli errori, della apparente felicità e dell’infelicità che si porta dietro un rimpianto: il “musicista” dalle “ mani bianche che volano sulla tastiera”

“Il pianista è vestito di nero, i riccioli scuri gli cadono sugli occhi, suona senza spartito. (…) Si chiama Henry Lagrade (…) Quella musica pizzica. Scava. È una musica che mette sottosopra i meandri più remoti della tua anima. Non hai mai ascoltato in modo consapevole ritmi così trascinanti, non conosci ancora il nome del compositore di quel brano. Lo ascolterai per tutta la vita, ogni volta che avrai l’impressione di dover tornare alle origini. Quei suoni fanno affluire delle immagini nei tuoi occhi, immagini inconsuete. (…) Questa musica ti scuote, ti perfora, le gambe ti tremano sotto il tavolo.”

Un rimpianto che terrà stretto in quell’ angolo piccolo del cuore che raccoglie il dolore e lo nasconde nel fondo dell’anima, sempre più a fondo, ogni volta che un evento bello, almeno agli occhi, si avvicenda nella sua vita e diventa traino.  Un traino che trascina il corpo e spegne pian piano l’anima, la poesia, l’amore e l’istinto: un istinto che, però, rinasce per scoprire il buio della notte che spegne ogni luce, anche quella che fino a quel momento aveva creduto di poter tenere accesa a tutti i costi.

E in quel raccontarsi ti tiene stretta a lei e la senti vicina come una compagna di viaggio. Un viaggio nella poesia. Nella sua poesia. E anche un po’ nella tua.

DALLA QUARTA DI COPERTINA:

In una Lione degli anni Cinquanta che non ha ancora dimenticato i drammi dell’occupazione, arriva Louise che ha lasciato le Alpi francesi e un ambiente famigliare oppressivo. Per lei tutto è nuovo: la vita di una grande città, le avventure, l’amore…

Conosce Henri, pianista jazz molto dotato che non riesce ad accettare l’uccisione dei genitori e vive in un’antica casa con una biblioteca ormai vuota perché depredata dai nazisti, e quindi Johann, un ragazzo tedesco, con il quale è amore.

Per lui, Louise lascerà la Francia, si opporrà alla famiglia e sceglierà un nuovo Paese e nuove relazioni, imparerà una nuova lingua… Resta solo un tarlo: quello che Henri le ha svelato in un misto di rabbia e confidenza prima della sua partenza. Le persone da cui andrà forse non sono così innocenti.

Veloce la vita è un romanzo dalle molteplici letture e scritto in modo incantevole. È la bellissima storia di una donna, della sua indipendenza, della sua forza, delle sue scelte e dell’amore, dei ponti tra le lingue, dei libri letti, dei sogni, delle ombre e delle colpe che ci portiamo dietro – a volte anche quelle di cui non siamo responsabili – della drammatica velocità con cui passa il tempo e con cui anche la vita più piena, alla fine, si consuma.

Bello, intelligente e commovente.

Emanuela Gioia

Titolo : Veloce la vita

Autore: Sylvie Schenk

Casa editrice: Keller editore

Anno di pubblicazione: 2018

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